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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Carduus
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mwbqmwbgCarduus è un mwbwgenere di piante mwcaangiosperma mwcqdicotiledone appartenenti alla mwcgfamiglia delle mwcwAsteracee, note come mwdacardi, dall'aspetto di erbacee annuali o perenni, mediamente alte, in genere molto mwdqspinose e dai fiori simili al mwdgcarciofo.cite-ref-apgiv-1-0[1]cite-ref-kew-2-0[2]

Contents

Fusto
Foglie
Fiori
Frutti
Usi
Cucina
Note

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Etimologia

Il nome del genere mwggCarduus deriva direttamente dal mwgwlatino, mentre l'mwhaitaliano mwhqcardo deriva dal mwhglatino volgare mwhwcardus.cite-ref-devoto-3-0[3] mwjaCarduus è privo di connessioni attendibili, ma forse è collegato a *mwjqcardere, ampliamento in -mwjgd di mwjwcarere, come mwkatendere di mwkqtenerecite-ref-devoto-3-1[3] oppure si tratta di voce mediterranea.cite-ref-4[4] Meno plausibili sono derivazioni da una parola mwmggreca il cui significato si avvicina al nostro vocabolo mwmwrapare o da un'altra radice, sempre greca, mwnaardis, "punta dello strale", alludendo alla spinosità delle piante di questo genere.cite-ref-autogenerato1-5-0[5]

L'antichità del cardo viene attestata da varie leggende che associano questo fiore al pastore siciliano mwogDafni, alla cui morte (grazie all'intervento di mwowPan e mwpaDiana), la Terra, piena di dolore, fece nascere una pianta piena di spine, il cardo appunto. È da ricordare ancora che nelle tradizioni mwpqnorrene il cardo era associato al dio mwpgThor (dio della guerra e dei fulmini).cite-ref-autogenerato1-5-1[5]

Il nome italiano mwracardo è generico in quanto nel linguaggio comune si riferisce a diversi mwrqgeneri e mwrgspecie di piante. Tra i mwrwgeneri che vengono chiamati direttamente “cardo”, oppure hanno una o più mwsaspecie che comunemente si chiamano con questo nome citiamo: mwsqCarduus, mwsgCarduncellus, mwtamwtqCarlina, mwtgmwtwCentaurea, mwuaCnicus, mwugmwuwCynara, mwvamwvqEchinops, mwvgmwvwGalactites, mwwamwwqJurinea, mwwgmwwwOnopordum, mwxamwxqScolymus, mwxgmwxwSilybum, mwyamwyqTyrimnus, tutti della mwygfamiglia delle mwywAsteracee. Ma anche in altre mwzafamiglie abbiamo dei mwzqgeneri con delle mwzgspecie che volgarmente vengono chiamate “cardi”mwzw : il genere mwaamwaqEryngium della famiglia delle mwagApiaceae o il genere mwawmwbaDipsacus della famiglia delle mwbqDipsacaceae.

Descrizione

La forma biologica prevalente è mwigemicriptofita bienne (mwiwH bienn): sono piante perennanti per mezzo di gemme poste al suolo con un ciclo di crescita biennale; questo significa che il primo anno si produce al più una bassa mwjarosetta basale di foglie, mentre il secondo anno fiorisce completamente. Tuttavia se il clima è sufficientemente caldo può fiorire già durante il primo anno di vita. Il numero dei mwjqcapolini per ogni pianta può variare oltre che dalla specie anche dalle caratteristiche del sito in cui si trova la pianta e può andare da 1 a oltre 100. Un'altra forma biologica, per questo genere, è mwjgemicriptofita scaposa (mwjwH scap), ossia piante perennanti per mezzo di gemme poste al suolo formate da un asse fiorale lungo e con poche foglie.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-kj-9-0[9]cite-ref-fs-10-0[10]cite-ref-herr-11-0[11]
L'altezza di queste piante nella flora italiana (e anche europea) varia da 10mwqq cm a 1,5mwqg m. Nel mwqwNord America un'altezza mediamente alta è di 2mwra m, ma in alcuni casi si può arrivare fino a 4mwrq m.cite-ref-efloras-12-0[12]

Fusto

Il mwtafusto è eretto (ma esistono mwtqspecie mwtgacauli – senza fusto) ramificato oppure semplice, e a volte è mwtwalato con spine; nella parte terminale le foglie possono essere assenti o comunque sono ridotte; spesso si presenta il fenomeno della mwuadecorrenza delle foglie lungo il fusto in basso. La dimensione del fusto può andare da pochi centimetri a oltre un metro (nelle zone extraeuropee sono stati riscontrati individui di alcune specie alti diversi metri). La superficie può essere sia tomentosa che glabra.

Foglie

Le foglie, mwuwsessili (raramente mwvapicciolate, spesso mwvqdecorrenti), sono di forma generalmente mwvglanceolata; la lamina può essere lievemente dentata oppure incisa profondamente in 10 e più lobi; il margine fogliare è quasi sempre spinoso; spini che possono essere morbidi o pungenti e duri; la disposizione delle foglie lungo il fusto è alterna e quelle mwvwbasali formano una rosetta.

Infiorescenza

L'mwwginfiorescenza è formata da mwwwcapolini fiorali (singoli o da 2 a 20) ognuno costituito da numerosi fiori mwxatubulosi, (il tipo mwxqligulato, presente nella maggioranza delle mwxgAsteracee, qui è assente.cite-ref-13[13]) Il mwywcapolino fiorale è sorretto da un mwzapeduncolo nudo o mwzqbratteato (con foglioline avvolgenti) oppure alato e spinoso. La parte principale è l'mwzginvolucro (cilindrico o emisferico o ovoide) circondato da diverse serie (7-10 o più) di squame spinose, che a volte divergono dal corpo centrale in modo eretto o mwzwpatente e a volte sono anche riflesse verso il basso. La forma delle mw0asquame è importante come carattere distintivo della specie e può essere lineare, mw0qlanceolata o ovata con strozzatura mediana oppure no, ristretta bruscamente con una spina appuntita o rotondeggiante. Il mw0gricettacolo è provvisto di pagliette.cite-ref-kadereit-14-0[14]

Fiori

I singoli fiori sono mw3qermafroditi, tetraciclici o a 4 mw3gverticilli (mw3wcalice – mw4acorolla – mw4qandroceo – mw4ggineceo) e mw4wpentameri (ogni verticillo ha 5 elementi).

• mw5gFormula fioralemw5w :

mw6gmw6wmw7amw7qmw7gmw7w/x mw8aK mw8q ∞ ∞ {\displaystyle \infty } , [mw8gC (5), mw8wA (5)], mw9aG 2 (infero), acheniocite-ref-judd520-15-0[15]

• mw-wCalice: il mw-acalice è ridotto al minimo.
• mw-gCorolla: la mw-wcorolla è mwaqatubulosa (campanulata vero l'apice) e terminante con 5 mwaqelacine colorata in genere di porporino, oppure rosso e a volte bianco (ma raramente). Nella mwaqicorolla in genere si distinguono tre parti: tubo, gola e lobi; le cui forme e dimensioni servono per distinguere le varie mwaqmspecie.
• mwaquAndroceo: gli mwaqystami sono 5 ed hanno dei filamenti liberi e pelosi che possiedono la particolarità di compiere dei movimenti per liberare il mwaqcpolline. Le mwaqgantere sono caudate alla base (hanno una coda corta).
• mwaqoGineceo: l'mwaqsovario è mwaqwinfero; gli mwaq0stimmi sono mwaq4glabri (hanno un ciuffo di peli solo all'apice delLo mwaq8stilo che sporge rispetto alla mwaracorolla). La superficie stigmatica è posta all'interno degli stigmi.cite-ref-judd-16-0[16]

Frutti

I frutti sono mwarcacheni lisci di colore chiaro a forma obovoide-oblunga leggermente compressa e provvisti di mwargpappo. Gli acheni sono carrucolati; ossia hanno delle protuberanze per agevolare il distacco dei semi.cite-ref-17[17] Il mwar0pappo è formato da setole semplici e diritte con bordi scabri o finemente barbati, connate alla base e disposte in un anello deciduo in un unico pezzo.cite-ref-kadereit-14-1[14]
Il mwasmpappo ha la funzione di aiutare la dispersione del seme portato quindi dal vento. Ogni pianta può produrre migliaia di semi (possono arrivare a oltre mwasq100 000 semi in totalemwasu – mwasy1 000 e più per mwasccapolino) e vengono dispersi circa un mese dopo la fioritura. Sembra che un singolo seme rimanga attivo nel suolo fino a 10 anni. Questo naturalmente non facilita il controllo di queste piante che in varie parti del mondo sono considerate infestanti.

Biologia

• Impollinazione: l'mwassimpollinazione avviene tramite insetti (mwaswimpollinazione entomogama).
• Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
• Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – mwas8disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mwatamirmecoria).

Distribuzione e habitat

Questo genere comprende piante native dell'mwatmEuropa (comprese le mwatqCanarie), mwatuAsia (fino al mwatyGiappone) e mwatcAfrica (areale del mwatgMediterraneo).
In mwatoItalia è un mwatsGenere molto diffuso e lo si può trovare praticamente ovunque anche perché le sue mwatwspecie sono molto robuste e crescono bene in qualsiasi ambiente e nelle condizioni più disparate.

Tassonomia

La mwauafamiglia delle mwaueAsteracee (o mwauiCompositae, mwaummwauqnomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre mwauu23 000 mwauyspecie distribuite su mwauc1 535 mwauggeneri,cite-ref-judd520-15-1[15] oppure mwau022 750 specie e mwau41 530 generi secondo altre fonticite-ref-18[18] (una delle mwavmchecklist più aggiornata elenca fino a mwavq1 679 generi).cite-ref-19[19] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.cite-ref-apgiv-1-1[1]cite-ref-kj-9-1[9]cite-ref-20[20]

Il genere mwawyCarduus elenca 92 specie distribuite in mwawcEurasia e parte in mwawgAfrica del nord, delle quali una ventina sono presenti spontaneamente sul territorio italiano.cite-ref-kj-9-2[9]cite-ref-fs-10-1[10]cite-ref-herr-11-1[11]cite-ref-barr-21-0[21]cite-ref-ack-22-0[22]

Filogenesi

Il genere di questa voce è inserito nel gruppo tassonomico della sottotribù Carduinae.cite-ref-herr-11-2[11] In precedenza provvisoriamente era inserito nel gruppo tassonomico informale "Carduus-Cirsium Group".cite-ref-kj-9-3[9] La posizione filogenetica di questo gruppo nell'ambito della sottotribù è abbastanza vicina al "core" della sottotribù (con il genere Cirsium forma un "gruppo fratello") e dalle analisi molecolari è stato calcolato in 7,2 milioni di anni fa la separazione di questo genere dal resto del gruppo.cite-ref-barr-21-1[21]cite-ref-ack-22-1[22]
Il genere Carduus spesso viene botanicamente “confuso” con altri generi come quello del Cirsium o Cnicus (in effetti un tempo diverse specie di quest'ultimo genere appartenevano al genere Carduus – nel XVIII secolo fu proposto dai botanici lo sdoppiamento del genere Carduus passando diverse specie al nuovo genere Cnicuscite-ref-autogenerato1-5-2[5]). Un modo per distinguere il genere Carduus dagli altri è esaminare le setole del pappo: in questo le setole sono delle pagliette denticolate e ispide e non piumose come ad esempio nel genere Cirsium.cite-ref-23[23]
A parte questioni relative alla nomenclatura c'è un'effettiva difficoltà nel gestire questo genere in quanto le varie specie presentano pochi caratteri veramente distintivi e la variabilità di alcuni gruppi è molto alta come anche le possibilità di ibridazione. L'Italia inoltre può essere considerato il territorio con la maggior presenza di specie di questo genere con grandi possibilità di creare ibridi di difficile individuazione.

Il mwazknumero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 16, 18, 20, 22 e 26.cite-ref-efloras-12-1[12]

Secondo la mwaz8classificazione tradizionale la collocazione di questo mwaaagenere è la seguente:cite-ref-bremer-1994-24-0[24]

mwaacFamiglia: mwaagAsteraceae mwaakmwaaomwaasSottofamiglia: mwaawCichorioideae mwaa0mwaa4mwaa8Tribù: mwabamwabeCardueae mwabimwabmmwabqSottotribù: mwabumwabyCarduinae mwabcmwabgmwabkGenere: mwaboCarduus

Recenti studi filogenetici collocano invece il genere mwabwCarduus nella sottofamiglia mwab0Carduoideaecite-ref-fs-10-2[10]
All'interno della mwacmsottotribù mwacqCarduinae il genere mwacuCarduus fa parte del gruppo "Carduus-Cirsium Group" insieme ai seguenti generi affini:cite-ref-kadereit-14-2[14]cite-ref-ack-22-2[22]

mwadamwademwadimwadmCirsium mwadqMill., 1754 – 455 specie distribuite in mwaduEurasia, mwadyNord America e mwadcAfrica settentrionale. mwadgmwadkmwadoPicnomon mwadsAdans., 1763 – 1 specie (mwadwmwad0Picnomon acarna mwad4(L.) Cass.) distribuita nella regione mediterranea. mwad8mwaeamwaeeSilybum mwaeiAdans., 1763 – 2 specie distribuite nella regione mediterranea. mwaemmwaeqmwaeuTyrimnus mwaeyCass., 1818 – 1 specie (mwaecmwaegTyrimnus leucographus mwaekCass.) distribuita nella regione mediterranea. mwaeomwaesmwaewNotobasis mwae0Cass., 1822 – 1 specie (mwae4mwae8Notobasis syriaca mwafa(L.) Cass.) distribuita nella regione mediterranea.

Le principali mwafmsinapomorfie riconosciute per questo genere sono:cite-ref-judd-16-1[16]

mwafomwafsle foglie a lamina settata. mwafwi bordi delle foglie e l'apice delle mwaf0brattee mwaf4involucrali pungenti. mwaf8un anello di peli sotto la ramificazione dello mwagastilo.

Usi

Cucina

Alcune parti di queste piante (se raccolte quando sono ancora giovani) vengono utilizzate per l'mwagqalimentazione umana (ricordano il sapore del mwagucarciofo).

Industria

Dalle piante dei “cardi” si può ricavare dell'mwaggolio e della mwagkcarta. Inoltre anticamente le infiorescenze secche del mwagocardo dei lanaioli erano usate per la mwagwcardatura della mwag0lana.

Notizie varie

• Per l'mwahgAmerica del Nord le specie di questo genere non sono native, infatti sembra che siano state introdotte nel 1800 nella parte orientale degli mwahkStati Uniti d'America e subito si sono dimostrate “specie invasive”. In molti stati degli mwahoStati Uniti d'America (ma anche in alcune province del mwahsCanada) è stata dichiarata “erbaccia nociva”. Buona parte delle risorse energetiche dell'agricoltura sono impiegate per liberare i terreni delle aziende agricole e dei pascoli da queste specie. Le foglie sono sgradevoli sia per il bestiame che per la fauna selvatica. Inoltre la presenza di queste piante nei prati e nei pascoli porta ad un rapido degrado del terreno: il bestiame infatti evita queste piante dando alle stesse un notevole vantaggio competitivo rispetto ad altre più appetitose. Per controllare i danni provocati da queste piante le autorità locali consigliano il taglio preventivo dei capi fiorali e lo smaltimento degli stessi in sacchi di plastica ben sigillati per ridurre al minimo la dispersione dei semi. In altri casi sono stati usati dei diserbanti specifici con sgradevoli effetti collaterali. Sono stati fatti anche degli esperimenti introducendo nelle zone infestate da queste piante alcuni insetti le cui larve si cibano di queste piante, ma con risultati controversi in quanto vengono attaccate anche alcune specie rare e protette del genere mwahwCarduus.
• Il cardo, da un punto di vista storico è una pianta molto antica: i primi riferimenti certi sono stati trovati nella mwah4civiltà egizia; ma prima ancora sembra che fosse usato in mwah8Etiopia.
• Il cardo è il simbolo della mwaieScozia. La leggenda racconta che un gruppo di mwaiivichinghi stava per sorprendere nel sonno degli scozzesi; ma l'agguato fallì in quanto un invasore calpestando col piede nudo un cardo si mise a gridare. Negli stendardi scozzesi il cardo viene associato ad un motto latino che tradotto significa "Nessuno mi avrà sfidato impunemente".
• Alcune specie di mwaiqCarduus servono come piante alimentari per le mwaiularve di alcuni mwaiyLepidotteri tra cui mwaicmwaigColeophora therinella.

Note

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Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

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• mwayemwayiIl carciofo e il cardo mwaymArchiviato il 6 marzo 2014 in Internet Archive., coordinamento scientifico di N. Calabrese, mwayuColtura & Cultura (mwayywww.colturaecultura.it mwaycArchiviato il 26 aprile 2014 in Internet Archive.)
• mwayomwaysCarduus Royal Botanic Gardens KEW - Database